giovedì 8 giugno 2023

Ossimori di guerra (25/02/2015)

 

Adesso le divergenze parallele delle guerre apocrife

inficiano anche la quadratura del cerchio dei negoziati di pace.

 

Intanto la guerra virtuale

vince, divenendo sempre più reale.

Vince, perché sempre, in guerra, qualcuno vince e

anche quando pare di giusto si tratti

poi

tanti, troppi perdono e per sempre saranno solo

morti che una volta vissero.


 

L'ottimismo depressivo dei potenti ci coglierà

errare, vagamente disperati

mentre con una mano laveremo l'altra

sotto cascate d'acqua fradicie di sangue.

 

Guerra totale, guerra al terrore, come se la guerra

potesse finirla col terrore anziché esploderlo

in mille rivoli convulsi da tsunami tecnologico.

 

Guerra di religione, religione della guerra

davvero trovo qui solo equanimi differenze.

Che Dio più che uno e trino

si trasforma in un drone santificato,

mortifero automa dagli effetti moltiplicati.

 

Guerra di civiltà, civiltà della guerra

o solo discese agli inferi, per arrivare

all'estremo opposto, più che incivili

ormai solo disumanizzati virili automi.

 

Cultura di guerra, ossimoro totale e venefico,

innanzi a te rivendico

il mio diritto ai distinguo, la mia libertà di pensare tutti

i grigi del mondo. Non voglio parteggiare.

Voglio indietro la mia libertà.

 

Libertà di dissentire, contendere,

litigare, discutere, considerare e poi anche rinunciare.

 

Rinunciare quel tanto che basta a preservare per sempre

tutto il mio amore per una vita eternamente, utopicamente

senza alcuna guerra che non sia quella salutare ed eterea

 

tra me e me, ferocemente preso a imparare

come diventare migliore dei miei violenti contemporanei. 

 

Anche perché come ogni sera io e lui, il mio altro da me,

ci abbracciamo felici e in santa pace ci addormentiamo.

 

 Portiamo democrazia, sosteniamo libertà.

Le mie dita rallentano sulla tastiera

 

Voglio spingere le mie metafore in mare aperto,

su una di quelle carrette del mare su cui si assiepa

un’umanità annichilita che respira speranze immortali


martedì 13 marzo 2018

Mi ero dimenticato!!! / I did not remembered that I have also this Blog!

Facebook reminded me that I had another Blog!

So, time to write here again!

First of all I'll be on stage April 6 and 7 at 7pm at the Pocket Theater in Seattle with my ONE hour, solo play... Woah. I still have trouble to believe that!

Ticket at:  https://www.facebook.com/events/424003034686619/

Come to see me!

sabato 29 novembre 2014

Poesia dei dubbi del cazzo (8 febbraio 2011)

(scusate il francesismo del titolo)
Poesia "ritrovata" per caso sul mio Pc. Qualche anno fa, pochi giorni prima di partire. 

Sto vivendo una vita falsa
Non faccio, non decido, nulla.
Il nulla si è impossessato della mia mente

Vorrei urlare a questo mondo
vorrei gridare, vorrei dire
vorrei evaporare tutte le croste
vorrei sciogliere i nodi

un'anima delirante vorrei diventare

eppure Lei è lì, che aspetta
aspetta le mie resuscitate responsabilità
aspetta le mie inattaccabili decisioni
vuole futuri certi Lei, sicuri e certi.

E io? Io voglio, io devo
Io dovrei, io vorrei
Io dovrei decidermi a volere!

Eppoi?
questo mondo più delirante di me
incerto persino sulla sua fine che,
certamente per altro ci sarà solo
per noi, poveri affittuari cosmici

e ancora
il mio sangue che ribolle inquieto
nonostante i veleni chimici

perchè non essere così
semplicemente e supinamente
quello che naturalmente siamo?
Perchè poi, la coscienza di quello che siamo
riflettendo su quello che è e quello che sarà
s'attorciglia stretta stretta sul suo pensare
e ti lascia esausto,
steso come un feto sopra un letto
di vetro. Così trasparente che la mattina
ti coglie così, sospeso e in mezzo
incerto verso ogni dove,

appena sveglio e già così enormemente stanco.


giovedì 3 luglio 2014

Amore totale, Amore globale

Amore totale, Amore globale (Seattle 3 luglio 2014)


I neuroni vagano confusi e nostalgici nelle mie cavità craniche
i miei passi tardo mattutini

cercano nelle tonicità ataviche
risposte a stanchi indovini

Nella solitudine urbana e tecnologicamente perfetta
le membra rassegnate paiono sciogliersi
senza mai raggiungere nessuna condotta.
S'illude il corpo appesantito dall'ozio
di tornare a sentire, vivo e vegeto
richiami dall'Italico mondo, ormai lacrimatoio.

Se i tifosi hanno la loro bandiera,
che sarà di noi appassionati di identità plurime?
Con quali colori ci dipingeremo la faccia di cera
oramai che nemmeno ci resta l'arcobaleno sublime?

Se i soldati muoiono per una patria,
che sarà di noi cittadini molteplici?
Moriremo due volte? O voleremo nell'aria?
Liberi e confusi, nostalgici e felici?

Forse solo l'umiltà del non sapere,
la semplicità del non fare,
forse solo vivendo come se fosse,
...fosse solo amore,


amore globale, amore totale, multiplo e viscerale.

#-#-#

mercoledì 26 marzo 2014

La strada buia
(22 agosto 2007)

La strada buia, in una notte con la luna in ferie
Le curve piane e suadenti, sfiorano i fossi

L’aria “pizzichina”, dopo qualche pianto poco convinto

Me ne vado, ubriaco senza aver bevuto
Pieno di naturale estasi chimica
Seguo le curve, come un cane vagabondo
Sento ma non so cosa
E
Così vago, in un andare acefalo e ipovedente

L’amore, quando è molto, spaventa
L’amore, quando è così deliziosamente dedicato
Imbarazza

Io povero imbranato credo di sapere
Credo di capire,
maschio presuntuoso, penso di pensare

tu invece
donna forte delle tue incertezze
non pensi, sei
non dici, dai
ti prendi cura e ami,
così senza pudore e senza pretese
come fosse il naturale paradiso di ogni essere vivente

Io povero pseudo intellettuale e molto decadente
Io cuore malato di troppe, pigre, dipendenze
Non ho la forza di ricambiare
E
Nemmeno quella di ammettere umilmente
la forza che non ho
                                                                                   
così, in questa buia notte di curve esistenziali                                
parto,....                               ...  curioso verbo maschile
                                        nella sua ricordanza con partorire.
                              Splendido passaggio, tutto femminile
                              tra un prima il suo divenire
tra la morte e la vita
assorto


in attesa del fatidico taglio di un qualche, temuto, cordone

(il disegno è di Leonarte)

giovedì 16 gennaio 2014

la espera

Aqui te espero mi amor,
aqui en esta primavera, invierno del alma
Aquí en este derrumbe de sueños
A ver si tu presencia vital
llama mi alma a la atenciòn 
que la vida de estos días
ahora
pide y requiere

Nos conoceremos, otra vez
de nuevo, ambos nuevos
de otros caminos llegados

Nos abrazaremos, otra vez y otra noche
"como si fuera esta noche la primera vez"1
Besame entonces amor, viajero de la vida
besame ahora, en la noche de India
besame fuerte pero que llegue
este beso hasta mi, 
cruzando el cielo marcado 
de estrellas de la espera


(Italian)
L'Attesa
Sono qui in attesa amore,
qui in questa primavera fatta inverno dell'anima.
Qui in questo crollo di sogni.
Riuscirà la tua vitale presenza
a richiamare la mia anima all'attenzione
che la vita di questi giorni chiede e pretende?.

Ci incontreremo ancora
di nuovo e rinnovati
arrivando da altri strade.

Ci abbracceremo, un'altra volta e un'altra notte
“como si fuera esta noche la primera vez”
Baciami allora amore viaggiatore della vita.
Baciami adesso, nella notte Orientale.
Baciami forte però che arrivi
questo bacio fino a me,
sfrecciando nel cielo nel segno
delle stelle dell'attesa.  

(English)
The Waiting
Here, I'm waiting for you, my Love
Here into that spring but winter for my soul.
Here, where my dreams crumble.
Maybe your indispensable presence is able
to call my soul's attention.
for the things that life today asks and requires.

We'll meet, again
another time, both being a new one
both coming from new trails

We'll hug again, another day, another night.
"Us if tonight was the first night”
Kiss me then, Love me life's traveler
Kiss me now in the Indian night.
Kiss me strong then that kiss could arrive to me
crossing the sky marked by waiting's stars

1 It is a free, “reverse” citation from “Besame Mucho” (kiss me a lot) by Consuelo Velasquez. In the original is “Us if tonight was the last time”  

mercoledì 15 maggio 2013

Poesia della Consolle (XPoetry)


Poesia della Consolle (Redmond WA Summer 2012)
(Xpoetry)

Xloctest, to DeVKit, build and flash

The machine today speak
but tomorrow will rise up and spit

Switch, create, manage and delete

Until the machine finally owner
will acronymize the world,
globalize our idiosyncrasy
and recombine smashed culture

Friends over the top

Poesia del "BUG" Ramingo


Poesia del “Bug” ramingo 

(Redmond WA, Microsoft building 115, summer 2012)

ping... mi filano
pong … mi risolvono
ping........riparto
pong ...ritorno
ping............................F-I-S-S-A-T-O
PONG …. sbracato

Snetworkizzato ….

pingpongpingpongpingpongping.... (ad libitum)

mercoledì 6 febbraio 2013

Di lontano si vede meglio

Di lontano vedo meglio
Vedo meglio la paura degli amici in Italia di cambiare anche solo una virgola. Allora quelli di destra che da sempre non sopportano i fighetti di sinistra voteranno Berlusconi, perchè in fondo è facile e semplice credere alle cazzate che dice. Poi ci sono quelli seri, quelli che voteranno Monti o Casini, perchè ci vuole moderazione per continuare a fare quello che c'è da fare (e quello che s'è sempre fatto). Sono quelli che vogliono morire democristiani anche se la DC è morta da un pezzo. Sono quelli la famiglia è una sola, quella che ti sei appena rifatto! Quelli che la famiglia è una sola .. ma mi tengo l'amante! Quelli che la famiglia è una sola ma poi vanno a prostitute, megli se giovani. Poi ci sono quelli di Sinistra. Ah belli quelli di sinistra, Sono specialisti della divisione. Quella di governo pensa che se fa tutte le cose che fanno quelli che governano prima o poi toccherà a lei, ma intanto fa puttanate e ce la mette tutta pur di perdere. Quella radicale e antagonista si divide bene bene, non sia mai che uniti si vinca. Allora si fa la triste rivoluzione sociale insieme a Di Pietro, buon uomo per carità ma rivoluzione?. Poi si Vendola un poco più a sinistra sognando un Italia rivoluzionaria mai esistita. Poi ci sono i Grilli canterini, forse una novità! chisssà? ma a sinistra tanto per non sbagliare si passa più tempo a parlar male di loro che bene di sè stessi. Infine qualche amico su Facebook ancora più radicale che predica anarchia, non voto o il partito marxista-leninista, quello con i volantini scritti fitti fitti con la macchina da scrivere, lotta dura senza paura!. Poi ancora la Fiom contro Marchionne, la Cisl e la Uil che fanno prove di nuovo sindacato senza capire come è cambiato il mondo del lavoro. Insomma tutti presi a giocare a "lo so io cosa si deve fare"! Ormai siamo 60 milioni di presidenti del consiglio oltre che di allenatori della nazionale.

Di lontano si vede meglio che l'Italia è troppo impegnata a mantenere lo stile di vita che tutti il mondo ci ha invidiato e tutt'ora ci invidia senza tener conto che così non si va più avanti, che il mondo è da un'altra parte.

Cosa succederà dopo le elezioni? Forse vince il PD, ma poi deve accordarsi con Monti e Casini. Intanto Berlusconi recupera, la sinistra resta fuori ancora una volta, e Grillo avanza, ma non governa, quindi ci possiamo aspettare le stesse identiche cose. Forse grazie ai Grillini saremo al corrente di qualche malefatta in più! ma continureremo dritti dritti senza cambiare!

Viva l'Italia

domenica 19 agosto 2012

Buona strada Gianfranco


Di lontano sono meno triste....

Di lontano sono meno triste,
forse per questo posso volare
ai momenti e alle cose che abbiamo,
                                               insieme, viste
alla speraze che abbiamo praticato
al "change" che abbiamo sognato

Sulle Ande abbiamo respirato a fatica
alla ricerca della tecnologia per la vita

Con i ragazzi e le ragazze che ci avevano affidato
Abbiamo a lungo per monti e boschi camminato

Poi abbiamo sognato speranze interrotte,
amori finiti e ricominciati, e strade sbarrate.

Ci siamo anche allontanati quel tanto che basta
per restare amici nonostante i difetti e le incongruenze
che le persone fanno grandi a colpi di conseguenze.

Di lontano sono meno triste e forse vedo meglio,
o almeno mi illudo che cosi sia, di lontano
rivedo la tua voglia di tenere
tutti i giorni la leggerezza a portata di mano

mercoledì 25 aprile 2012


Una cena a base di amici veri, di casa in una casa lontano da casa.
Malloreddus radicchio e salsiccia, parmigiana di melanzane, buon vino, chiacchiere e mascarpone, il menu. Dal confronto finale tra la grappa americana e quella italiana il genio di LeonArte sfila dal cappello una poesia..... surreale e bellissima!

Stragatto

Gatto , stragatto / mi sento come un matto!!

legati slegati, amici / anniversari celebrati

Detti da uno scorpione, /che dolce al mascarpone

Gatto, stragatto / la grappa del palato
la gioia del sentire / che felicità
Il gatto stragatto / mi farà morire e
                                               sentire
la vita, l'amore o gli amici

Che maschere dolci /  e momenti felici
Bevuto, mangiato al gatto ci ho pensato

Gatto stragatto  
se il mascarpone / mi è andato svelato
al gusto al palato

giovedì 26 gennaio 2012


Nessuna mappa / vi regalerà il segreto / di quello che cercate / e vi portate dietro /
Nessuna mappa / vi regalerà il segreto /del piccolo mistero / di un viaggio sempre inquieto /
Nessuna mappa / tifa per un posto/ rimane sempre muta / e non sceglie al posto vostro /

(Valerio Corzani, gli Ex - Voi siete qui)



giovedì 10 novembre 2011

What Is Meditation?

Un altro breve saggio in English, stile Definition Essay, il voto migliora, stavolta b+, .

      Is meditation a new way to be healthy and maintain well-being? Maybe, but really, what is it exactly? And, how does this very old human activity work? Meditation, according to Wikipedia, is a practice, or a family of human practices focused on your mind and in relationship with the body. Through these practices, people try to relax and gain a new state of consciousness. Meditation can help you in order to highlight your life goals, or increase your skills to contemplate the universe, or to be calm and more concentrated on your activity.

       Several religions are working with different practices of meditation. One way to meditate is by singing particular songs or mantra. The mantra is a refrain repeated continuously, that makes a sound capable to create spiritual transformation. In some oriental way, in India, Tibet or South East Asia, mantra could be just a vowel sound or a syllabic sound. In other religions, it is a prayed repeated many times, often singing, like in a Catholic monastery. The Catholic pray for the Virgin Mary, and the Rosary, is in fact, a kind of mantra. The Muslims have a spiritual meditation called Sufism. Also in this case there is a repetition of the name of God, or an emblematic dance, very famous all around the word. The dance of the whirling Dervish is a hypnotic and fascinating performance. Dervish is another name for the practitioner in the old Sufism. In this dance, for hours are whirling the Dervishes by themselves, finding some kind of spiritual trance.

       A Buddhism Zen is another interesting way to meditate. They called the meditation zazen (literally seated meditation). In this Buddhist way, the practitioner is sitting down on a cushion with his legs crossed in a full-lotus position, or half-lotus. They remain, this way for hours, motionless in this position, and they alternate this meditation with time of walking meditation.

      The oriental meditations are different from the western meditation for the different goals assigned by the master. In western countries the goal is to concentrate your attention on some specific topics or thing. In oriental meditations the goal is frequently the absence of thought. In the zazen way, the master could say, “Meditate is not something new to do. You just need to learn how do nothing”. So, to meditate in this way, you don't need to learn something new, rather, you must forget everything you learned and forget also the same instructions to do this.

       Meditation is an activity that came to the past and now it is practicing in a new way and with different goals. In the last century, meditation helped people to be more calm, less stressed, relaxed, and to find better life. Some scientist have investigated different elements about the effect of meditate. For example, some kinds of meditation are increasing the production of well-being hormones in the body. Scientist have also demonstrated that meditation increases the production of endorphin in the brain. Endorphin is a hormone that could play a big role in maintaining your well-being.

      Finally meditation is re-discovering in the last years to reduce stress, increase happiness and emotional stability. Now meditattion is turning into a modern healthy activity. Many spa, and beauty center are now proposing different kind of meditations experiences.

      People who listen talking about meditation, are thinking in some strange or complicated activity. If my audience is composed by young people, maybe they could be more stunned or hesitant. For this kind of people, it is good to remind then, several human activities have the same characteristic of meditation, but we don't call them by the same name. For example, some people are very passionate in drawing, so when they are very concentrated in their activity a strange effect could happened. Sometime people lose the perception of the time, they forget every task or appointment. Otherwise for hours, in some discotheque, people are listening to house music mixed to stroboscopic light. The result is a kind of collective trance. Yet, some athletes or actors, before their performances are using different way to be concentrate and focusing in their goals. All of these people appear exactly like a Tibetan monk in mediation. For that, meditation is an excellent way to gain goals and bring you a more healthy life, what more do you expect?

lunedì 24 ottobre 2011

A special friend.

Da alcune settimane frequento un corso di Critical Thinking, (English 096) presso il Seattle Central Community College. Questi sono i miei primi, elementari saggi in inglese. La grammatica, salvo sviste dell'ultimo minuto, è corretta dalla Prof. Lara Ramsey. 

When something happens unexpected or unusual, usually it catches your attention. Betty, my first friend in Seattle, is just a kind of friendship that you doesn't expect.

Before I tell you the story, I need to fix some assumptions and premises:

I have been in Seattle since march and actually I miss my Italian friends a lot. I was born in Italy on the same bed where I slept the most part of my life. Although living in a foreign country is not exactly a new experience for me. When I was 21 years old I lived three years in Peru and I appreciate this time of my life, because I was very young; also because Peru is a very special country and maybe because between, Italy and South America share the same “Latin” culture.

I moved to Seattle for love and in April Sara and I got married. My first time in Seattle, my energy and focus was to learn English. Also I like walking, a lot. For that my “entrance” to the local culture are all my body between the head to my feet. Since July my English developing skills are helping me to have more conversations and understand people pretty good, So I was thinking, “I'm ready to find a new friends!”

I took my first idea from Italy. Sure, I thought, the coffee bar could be a good place to meet new people! Suddenly I started going in to the coffee bar close to my home every day. After one week I took inventory: no one one person met, no one recognized me, but I had consumed a lot of coffee and I had spent a lot of money: so, my conclusion was that, the coffee bar is not a good place to meet new people. Maybe it could be a delightful place to drink some delicious things with people who one had met in another place.

After that I spent some more weeks to thinking about my goal: how I can meet new people? What is the way to make friend in this city? In July, I became a volunteer for some non-profit Organizations. I met a lot of people and I tried to tell them about me and politics, travel and how different my country is. Oh, excuse me, I forgot to explain: I'm a very talkative person if I can speak my own language! The reactions to my tendency to talk were different, but not one of them positive. Some people after talking with me for two minute would me gesture to their clock and say “I'm so sorry, I need to go!” Some people just looked at clock and they simply went going on.

Maybe I need more time. I thought, maybe my English is still too bad; maybe here there is no time to talk with friends; maybe because of all the reasons above, it is so hard make new friends.

Every day I came home really sad; every day I felt more gloomy.

One day I saw a person, maybe a woman. She was crouching down on the sidewalk, her head bent over a book. The book was a very old book with yellow pages, the kind of paper that smells dusty, a book that you can find stored in a old trunk. I found her clothes also dirty and ripped, but unexpected, without bad odor. On the floor in front of her, leaned, a little sign that was hand-written and also old. I don't remember what the sign said, but it was clearly a request of begging.

My action was mechanical, I took one dollar from my pocket and I gave it, to her.

In this moment and just a second before I extracted my hand from the pocket, she was raising her head and smiling, at me. She said; “thank you!” I was a little embarrassed and pretty surprised, and for that I gave her more attention. She was not a woman, she was a very young girl, so beautiful with two smart big, clear eyes and a precious smile.

In this moment many thought were going on around my head! Why was such a young and smart girl on the street? Why was she asking for help? Where was she having food? Where was she sleeping?

I needed some second to return on my self, just on time to say; “Hello, my name is Riccardo; I'm from Italy!” I said while I thought: Oh man! come on, you can speak something more, something more smart!. And she: “Oh nice. Nice to met you, Riccardo-from-Italy, I'm Betty, from Connecticut.

Since July I meet Bettytwo or three times a week. Every time we talk a little more than before. We talk about our different lives. Our first conversations was short, a little and with mutual embarrassment. You know, an old foreign man who is talking with a young homeless girl could generate a lot of bad ideas. But we continue to talk, and day by day our conversations are more deeper, more close, also sometime we brushed; now we are less scared. Now our “Goodbye” is changing in “See you soon!”

Walking home now I'm very excited when I'm looking her still to far. After talking with her, I feel very happy. My soul is improving at the same moment as my English.

I don't know what deep level our friendship can reach. Some days I want to help her, but still I can't imagine exactly how. Otherwise every day she is helping me, without knowing about that.

So I believe that Betty really is my first friend in this country. The most unexpected and pretty strange friend, although certain, a very important friend to me.

lunedì 10 ottobre 2011


Cosa ho dentro? (02.05.1994)


Mi sveglio, ti guardo
ti vorrei mangiare

cosa ho dentro?

mi alzo, bevo il caffè
dovrei lavorare, non riesco
è domenica,
cosa ho dentro?

si mangia, ci sono gli amici
si chiacchiera, si discute,
il sesso, la politica, l'ipocrisia
cosa ho dentro?

è sera, il divano, la tele,
e tu vicino,
un abbraccio lungo una vita
cosa ho dentro?

Qualcosa di non vedibile,
di non udibile,
inenarrabile ed inesprimibile
e tanto, tanto tanto imprescindibile


venerdì 30 settembre 2011

Bionda (05.03.93)

La intravedo dal vetro, 
io la guardo, lei mi guarda,
Alzo gli occhi dal libro, 
io la guardo, lei mi guarda,
Giro gli occhi intorno, 
lei mi guarda, io la guardo,

continuo a guardarla, 
resisto ancora un po',
lei abbassa gli occhi,
Rialzo gli occhi, 
la guardo, lei mi guarda,
bionda, bella, mi ricorda qualcosa.

Comincio a parlare,
.............ma la stazione è passata e lei è già scesa

domenica 25 settembre 2011

Vogliamo un'educazione migliore!


Sul sito www.matriztica.cl vengono pubblicate periodicamente delle Riflessioni "inaspettate" Humberto Maturana. Ogni tanto mi permetto di tradurle per gli amici italiani. Buona lettura a tutti.

Cosa vogliamo esattamente quando CHIEDIAMO o ESIGIAMO ciò che vogliamo? Mi sono chiesto molte volte che cosa fa esattamente qualcuno che chiede e cosa fa esattamente un persona quando invece esige. Qual è l'emozione che guida la mano e la voce di chiede e di chi esige, nelle due differenti situazioni?

Senza dubbio quando chiedo, ammetto che potrei non ricevere ciò che sto chiedendo, soprattutto quando chiedo “per favore”. Quando chiedo voglio qualcosa che l'altra persona può darmi, se vuole ed ho bisogno di questo suo desiderio di fare questa cosa per me. Nel chiedere ho la speranza che l'altra persona ascolti le argomentazioni con le quali appoggio la mia richiesta e che si senta, da queste, ispirata. Oppure desidero che le ragioni che presento a sostegno della validità della mia petizione convincano questa persona perché lei stessa trova, senza saperlo, che queste ragioni si fondano nella medesima configurazione di desideri e sensazioni che sorreggono il suo ragionare, ragion per cui non può negare le mie richieste. Nel fare una richiesta ho bisogno che l'anima di chi può soddisfarla “si accordi con la mia” e mi accolga. Se questo non succede, la mia petizione non può essere udita. Se invece accade che la mia richiesta sia udita, affinché poi sia soddisfatta, l'altra persona deve trovare o avere di suo i mezzi per poterla soddisfare. E nel caso non abbia a disposizione i mezzi per soddisfare la mia richiesta, la configurazione delle emozioni (sensi) in cui si trova, lasciano aperta la possibilità di una conversazione co-ispirativa in un progetto che possa soddisfare la mia richiesta.

Quando esigo, metto in dubbio la possibilità di essere ascoltato dall'altro o dall'altra, dubito che i suoi desideri e i miei possano coincidere. Allora ricorro ad una minaccia, occulta o esplicita, a partire dalla fiducia che ripongo nel fatto che il diritto o la forza potranno assistermi. L'atto di esigere attacca, non invita, l'atto di esigere separa, non avvicina. L'atto di esigere, accusa l'altro o l'altra, di non voler tener fede ad un impegno o di non voler soddisfare una necessità legittima. L'esigere nel suo essere belligerante, chiude o restringe la possibilità della riflessione perché irrigidisce la relazione diminuendo la possibilità che questa si trasformi in una opportunità di collaborazione in un progetto comune di convivenza o di azione.

Vogliamo davvero migliorare l'educazione noi, gli studenti, gli insegnanti e tutte le autorità nazionali?. Se questa è la petizione, così da sola, non è sufficiente poiché è richiesta l'azione di coloro che la ricevono e la accettano. E l'atto di esigere serve ancora meno perché la sua mera formulazione ci separa. Se siamo onesti nel dichiarare che vogliamo migliorare l'educazione nel paese quello che dobbiamo fare è conversare, generare un mondo comune di cose possibili a farsi, un ambito di co-ispirazione che coordini le nostre volontà nella realizzazione coordinata di queste possibili atti in un universo che ci risulta comune perché nasce dall'ascolto dei nostri desideri pienamente e totalmente nel rispetto reciproco. Solamente se facciamo questo, nella meravigliosa disuguaglianza del rispetto reciproco, che ci consegna la libertà nella completa fiducia che faremo ciò a cui saremo co-ispirati; potremo farlo correggendo l'errore nella misura in cui sorge nel nostro convivere. Se non siamo disposti a questo, solo potremo generare dolore, lotte, cecità e disonestà.

Questo è difficile? A me pare di no e mi pare che ora sono giunti il nostro tempo e la nostra opportunità. Poiché “ora” è quando il desiderio di migliorare l'educazione per tutti si è reso presente nel paese, nei giovani e negli adulti ed è anche nostra responsabilità etica e sociale.

Quali oneste scuse potremmo inventare per NON fare onestamente ciò che dobbiamo fare e se sappiamo che vogliamo farlo e non vogliamo né mentire né prevaricare?

Saluti

Humberto Maturana


martedì 20 settembre 2011

Scritta a cavallo di due mondi


Poesia Italo-Americana

A casa di Simona che si scalda
con una coperta catarinfrangente
Mannarino sussurra canzoni ubriache di kazoo

noi, che il kazoo, non dico sani,
ma nemmeno al buon tempo che fu
noi, si parla, si beve e si fumano storie
inebrianti come l'età che ormai non c'è più

tre giorni di bollenti saluti
tre giorni di distacchi tamugni
tre giorni di pensieri troppo acuti

cambiare, cambiare, cambiare,
cosa resta uguale a sé stesso?
Partire, partire, partire,
Cosa lasciare senza che sia un paradosso?
Cosa portare senza che ti riporti nell'abisso?

Le valigie caricano ogni cosa senza fiatare
eppure non c'è mai posto per l'ultima traccia dell'anima
schiaccia, premi, comprimi, richiudi senza parlare
poi ancora riapri, riconti, ritogli, rimetti, riponi.

Alla fine anche l'anima si ripiega negli spazi angusti
pronta ad uscire ad ogni nuovo vento di passioni sopite

venerdì 2 settembre 2011

Tutto ciò che si può muovere, a Siatol si muove, di più e ed in contemporanea. Aereoplani intercontinentali, jet privati, idrovolanti, elicotteri sopra le vostre teste. Le enormi portacontainer stracariche di merci, gigantesche navi da crociera dalle quali sciamano come cicale orde di danarosi turisti, il via vai dei traghetti che solcano ogn'ora il Puget Sound (Piuget per gli Italians), i rimorchiatori massicci, le enormi chiatte da trasporto, le navi che caricano il grano per tutto il mondo, o un'enorme osservatorio astronomico galleggiante da spedire alla Marina: tutto questo più qualche Yacht, immancabili battelli turistici, qualche barca a vela e alcuni canoisti intrepidi. Anche il mare, a Siatol da il suo contributo. Poi ogni tanto la ferrovia che arriva da nord e subito s'infila nelle viscere dei grattacieli riecheggia di fortissimi e atavici richiami al vagabondare, al passaggio dei più lunghi treni merci del mondo spinti da sei locomotori allo stesso momento. Sedersi nell'atmosfera post moderna dello Sculpture Park per guardarli passare vi consente un ulteriore viaggio nel viaggio, perchè questi treni odorano di Alaska, di Idaho e Montana, come se insieme ai loro carichi di granaglie, merci e container portassero tonnellate di profumo della libertà del viaggio. Ma ancora non basta, altri due enormi tremolanti serpenti, stavolta arrivano da nord a da ovest, si s'insinuano minacciosi anche loro nella voragine sotto i grattacieli, per poi rispuntare a Sud e vomitare il loro carico di auto, fumi, rumori sordi e gente dal''altra parte. É curioso queste lame che entrano nella città non sembrano ferirla, piuttosto appaiono essere il suo nutrimento, la sua linfa vitale. E per far si che non dimentichiate dove siete, nelle tranquille strade della pazzaFremont, nel vivace quartiere di Ballard, nelle delle fantastiche colline di Queen Anne e Capitol Hill, regolate dall'ordinatissimo traffico di Siatol, in mezzo ai suoi bellissimi caffè, quando meno ve l'aspettate, … vi capiterà di sobbalzare alle urla sguaiate, ai cori da stadio, alle musiche da festa popolare con tutti gli hit mondiali. Dietro di voi spunterà immancabile e inarrivabile, l'Anatra del “RideTheDuck” il curioso mezzo anfibio per il giro turistico della città, dopo il quale potrete dire, con tutte le ragioni del mondo, “ma che americanata!. Perchè qui, a Siatol, in America ci siamo per davvero! E l'Anatra vi vuol solo ricordare che a Siatol, a star fermi … si fa la muffa!.

Siatol con la esse in corsivo, sbrisciata come solo i romagnoli sanno, forse doveva essere nella East Toast … pardon Coast, ma il cielo era sempre nuvolo, così l'hanno spostata dall'altra parte, che più a West di così … si può solo nuotare. A Siatol i salmoni saltano dappertutto, compreso quelli già trapassati del mercato del pesce, che nerboruti ragazzi si lanciano per l'immancabile foto ricordo.